(Pubblichiamo la lettera aperta scritta dal Preside Roberto Turetta nell’home page del sito istituzionale della scuola)

LA SCUOLA E’ CHIUSA, IL MEUCCI E IL FANOLI (DIGITALI) SONO APERTI

In pochi giorni le classi virtuali del Meucci e del Fanoli sono passate dalle 20 classi virtuali aperte da singoli docenti che avevano iniziato a sperimentare l’anno scorso, alle odierne 53, pari al numero delle classi “reali”.

Ciò significa che oggi non c’è classe dell’istituto che non abbia la sua “aula digitale” su Google Classroom: la piattaforma che permette di tenere in contatto e far scambiare materiali tra docenti e alunni in ambiente protetto. Possiamo vedere dalle illustrazioni sottostanti che, da quando c’è stata la prima ordinanza anti-coronavirus, i corsi che vi tengono i singoli docenti sono passati da 35 a 306, i post (ovvero gli interventi di insegnanti e alunni) sono passati da una media quotidiana di circa 15 al livello attuale di 400, le email scambiate sono passate da una media quotidiana di circa 500 ad un picco di 8000.

Inoltre dal 6 all’11 marzo tutti gli studenti che ancora non lo avevano, sono stati dotati di un account scolastico personale per accedere alla loro classe virtuale e sono stati seguiti passo passo per entrarci. In questo modo gli utenti “digitali” sono diventati 1500, cioè tutti coloro che lavorano o studiano nella nostra scuola.

Videolezioni da vedere, lezioni e confronti live in streaming, compiti a distanza: non c’è professore che non si sia applicato, non c’è alunno che non abbia familiarizzato con questi eventi, sostituendo il suono della notifica sul cellulare o sul pc a quello della campanella. E poi ci sono le videoconferenze: la prossima settimana ne sono previste ben 4 (il 16, 17, 18 e il 20 marzo) che coinvolgono il dirigente scolastico, il suo staff e tutti i 150 docenti, per fare il punto della situazione sulla didattica a distanza.

I numeri sopra elencati servono a raccontare lo sforzo straordinario che il l’Istituto Meucci-Fanoli sta compiendo per “non chiudere mai”.

Però dobbiamo, docenti e studenti, continuare ad impegnarci perché la strada è lunga, come minimo fino al 3 aprile. Abbiamo ancora tanto da fare. Sperimenteremo e qualche volta sbaglieremo. Ma non dobbiamo allarmarci: solo sbagliando si possono imparare cose nuove. Dobbiamo essere certi di una cosa: da questa esperienza la nostra scuola ne uscirà migliorata e rafforzata, non solo dal punto di vista tecnologico!

Soffermiamoci ora un attimo per dire GRAZIE. Grazie al personale amministrativo-tecnico-ausiliario che a scuola c’è anche fisicamente, ai docenti che si sono adattati formati reinventati, agli studenti che si impegnano persino più che in presenza, alle famiglie che stanno loro accanto, e infine grazie allo staff del dirigente scolastico che si è prodigato per attivare la didattica a distanza e per supportare i colleghi.

Aspettiamo di tornare in carne e ossa nelle nostre aule e nei nostri laboratori, ma senza ansie. Nel frattempo teniamo presente che la scuola c’è e che la scuola si fa anche se a scuola non si va.

Il Dirigente scolastico – Ing. Roberto Turetta