Della situazione che stiamo vivendo, compresa la didattica a distanza parlo spesso con i miei compagni, mi confronto con i miei amici e cugini di altre scuole e riscontro che la mia situazione è uguale a quella di tanti altri studenti.

Prima di tutto la mole di lavoro da fare a casa secondo me è esagerata, anche perché molti insegnanti stanno assegnando interi argomenti da studiare da soli ed è complicato, oltre che molto lungo da svolgere. So che qualcuno potrebbe rispondere che siamo “grandi e vaccinati” e che “ormai possiamo riuscirci da soli”, ma è oggettivamente complicato dato che ci mancano spiegazioni su tanti passaggi.

Classroom e il registro elettronico stanno venendo usati un po’ troppo, ormai quando vediamo quella piccola notifica comparire abbiamo ansia. Non perché siamo svogliati o esageriamo, ma perché – realmente – ormai da quante comunicazioni stiamo ricevendo non riusciamo più a tenere il conto delle cose da svolgere né a seguire il passo con le consegne sempre nuove.

Porto il mio esempio personale (frequento la quinta): la mattina sono sui libri dalle nove a mezzogiorno, al pomeriggio dalle tre e mezza alle sette. Eppure, sebbene mi impegni al massimo, non riesco a tenere il passo con nessuna materia.

Essendo inoltre una persona ai limiti del perfezionismo e che ha sempre paura di deludere chiunque, non riesco a non sentirmi psicologicamente malissimo per questo. È dallo scorso anno scolastico che sto avendo questo particolare problema con la scuola, mi sta facendo impazzire, e la cosa sta peggiorando soprattutto in questo periodo, in cui siamo addirittura costretti a stare chiusi in casa e non avere seri contatti umani con gli amici (che sarebbe, inoltre, forse l’unica cosa in grado di farci stare meglio). Mi sento troppo in colpa per non riuscire a fare quello che vorrei, ovvero svolgere tutto ciò che devo fare per scuola entro le scadenze poste e che io individualmente mi pongo, e purtroppo va a finire che sto seriamente male. 

Quando faccio i compiti è chiaro che penso ai compiti, ma anche quando ho un po’ di tempo libero (che sarebbe solo a pranzo, a cena e le due ore successive ad essa) non penso ad altro che alla scuola e al fatto che sono indietro in tutte le materie. Non riesco a staccare la spina.

Ovviamente non è colpa di nessuno la chiusura della scuola, né si può dire che la didattica a distanza sia una cosa sbagliata, è solo che si sta superando il limite dell’accettabile, oltre il fatto che diversi professori ci hanno rivelato (tra le righe) di pensare che noi stiamo tutto il giorno sul divano a non fare nulla. Eppure sappiamo benissimo che non siamo in vacanza e ci stiamo impegnando, ma non ce la facciamo più a tenere questo ritmo, è oggettivamente troppo lavoro da svolgere.

Forse dovremmo pensare tutti, dopo questo primo periodo, a come far andare meglio le cose, specie se questa situazione non dovesse risolversi il 3 aprile.

(Anonimo, classe 5^, as 2019/2020)