Tratto dalla biografia di Giacomo Leopardi, “Il giovane favoloso”, prodotto da Carlo degli Esposti e Nicola Serra, è stato presentato per la prima volta alla Mostra del cinema a Venezia nel 2014 e ha una durata di 145 minuti. Il regista Mario Martone ha realizzato il film, di genere storico-biografico, grazie all’aiuto degli interpreti Elio Germano (Leopardi), Michele Riondino, Massimo Popolizio, Valerio Binasco, Edoardo Natoli e Isabella Ragonese.

Accompagnati dalle poesie, dai canti e dalle riflessioni di Leopardi, si entra subito a far parte della sua breve ma intensa vita, riuscendo a scovare ciò che del poeta ci era sfuggito durante il periodo passato tra i banchi di scuola.

Ci troviamo a Recanati, un piccolo borgo delle Marche, è proprio qui che cresce Giacomo Leopardi; fin da piccolo si dimostra un bimbo prodigio, infatti impara presto il greco, il latino e l’ebraico, grazie alla ricca biblioteca del padre Monaldo.
Il suo ‘studio matto e disperatissimo’ però lo porta a rinchiudersi in casa, escludendo ogni tipo di svago e gioco, accentuando i problemi fisici e un profonda tristezza che non lo abbandonerà mai.

Inizia così a scrivere e comporre quelli che poi saranno considerati capolavori, ricreando un’autobiografia interiore dettagliata, anche se la sua voglia di conoscere l’esterno e la vita al di fuori delle quattro mura della sua ‘prigione’ si fa sempre più sentire.
É anche grazie al rapporto epistolare con l’ intellettuale Pietro Giordani, alimentato da una stima reciproca, che si manifesta il suo bisogno di scappare; un primo tentativo di fuga fallisce perché ostacolato dal padre che lo costringe a rimanere a Recanati.

Nel frattempo la sua salute continua a peggiorare inoltre, l’improvvisa morte di Teresa, ragazza del borgo di cui si invaghisce, lo segna fortemente tanto da dedicarle la famosa lirica ‘A Silvia’.
Decide finalmente di trasferirsi a Firenze, dove conosce Antonio Ranieri, che diventerà un suo amico fidato con il quale si sposterà di alloggio in alloggio, e dove continua la sua produzione letteraria; qui si invaghisce di Fanny Targioni Tozzetti, ma sarà un amore non corrisposto.

Giacomo, tormentato dai numerosi problemi fisici, si sposta con il nobile napoletano prima a Roma a poi a Napoli; dove inizia una nuova esperienza di vita, grazie alla vitalità della città partenopea, ma, a causa della sua salute cagionevole, è costretto nuovamente a trasferirsi.
Ranieri quindi si prenderà cura di lui in una casetta in collina ai piedi del Vesuvio, dove Giacomo passa gli ultimi anni della sua vita; il regista decide di concludere il film con la recitazione della poesia ‘La Ginestra’, che racchiude il pensiero e la storia del sublime poeta.

L’ambientazione del film è stata scelta con cura e rispecchia in modo realistico il piccolo borgo di Recanati, inoltre, viene valorizzata dalla magistrale fotografia di Renato Berta, che riesce, tramite i tagli di scena, a creare la giusta cornice per dar vita al pensiero del poeta.

Elio Germano incarna ed interpreta eccellentemente la figura di Leopardi, esaltandone forze e debolezze, l’amore per la poesia e la continua ricerca della felicità.
Il film può sembrare lento e poco adatto agli occhi di chi non conosce la storia del personaggio, ma essendo un film di estrema sensibilità su cui riflettere, non ci si poteva certo aspettare azione e dinamicità.

Con questo film la poesia riesce ad inserirsi nell’ambiente cinematografico in modo del tutto nuovo e avvolgente, riesce a suscitare incanto e ammirazione nello spettatore nei confronti del poeta.
Tra i paesaggi di Recanati, Firenze, Roma e Napoli si coglie la sua voglia di slegarsi da ciò che lo opprime alla ricerca della meraviglia, alla voglia di vivere a pieno, spesso oscurata dall’infelicità che da sempre viene associata a Leopardi, che viene presentato al pubblico in una prospettiva diversa da quella che viene normalmente illustrata a scuola, lasciando la curiosità di conoscere più a fondo le opere e il pensiero stesso del poeta.

(E. Sangherlin, G. Tonetto, C. Zaniolo – 5AL – AS 2018/19)