La pioggia scendeva alla stessa velocità delle mie lacrime, inesorabilmente veloce.

Guardavo fuori dalla finestra e pensavo a te e ai tuoi occhi, pieni di stelle ed arte e alle tue labbra piene, che tante volte ho baciato e morso fino a farle sanguinare.
I cassetti dei miei comodini sono pieni di ricordi, pieni di noi, pieni di quello che siamo stati. C’è il biglietto del concerto che mi hai regalato per il mio compleanno. C’è quella polaroid che ti ho scattato a Venezia, in quella libreria che ti piace tanto. C’è ancora quel quadrifoglio che mi avevi regalato la prima volta che siamo usciti. C’è il tovagliolo dove hai schizzato velocemente il mio volto, quella volta che pioveva, non avevamo l’ombrello e ci siamo rifugiati in un bar. Avevi preso un caffè liscio con mezza bustina di zucchero, poi me ne passasti tre per me. Dentro a quel cassetto, c’è il mozzicone della nostra prima sigaretta fumata insieme. C’è tutto l’amore, il nostro.
Piove di meno, ora, ma il flusso dei ricordi che stanno sgorgando dalla mia mente è ancora forte. Fa freddo, ma sento ancora il calore delle tue labbra sul collo, la presa delle tue mani sulle mie, i tuoi polpastrelli che tracciano il percorso della mia spina dorsale, sono ricordi vividi. Le tue mani che mi accarezzano la vita, le sento ancora. Sento tutto, anche se non sei qui. Nelle orecchie risuona ancora la tua chitarra, il tuo respiro pesante quando ti addormentavi vicino a me, le citazioni dei libri che leggevi la mattina in autobus, la sera prima di andare a dormire o quando venivi da me, litigavamo e non ci parlavamo.
Tu leggevi, io pure.
Tu in un angolo, io in quello opposto.
Poi, quando dovevi prendere l’autobus per tornare a casa, ti alzavi, venivi da me, mi baciavi la fronte ed uscivi da casa mia senza dire una parola. Io, a quel punto, sapevo che era tutto sistemato: ci eravamo urlati addosso le peggio cose, ci eravamo uccisi con le parole, ma con un bacio tutto passava.
Tutto passa, ma tu non passi mai.
Sei ancora lì, congelato tra le mie foto, mentre sorridi anche se non vuoi, bloccato tra queste parole, intrappolato nei miei quaderni.
Ti ho amato forte ed anche tu hai amato me.
Non ci sei più e anche se è aprile, senza di te, sembra di stare a novembre senza sole, col freddo che ti entra fino alle ossa, che si aggrappa con tutta la sua forza e non ti abbandona più.
Esattamente come avevi fatto tu.

A. F. (classe 2