In questo articolo voglio raccontare la storia di Giorgio Perlasca, dal momento che ho avuto l’opportunità di sentirla direttamente da suo figlio Franco in una conferenza organizzata dal Comune di Carmignano di Brenta.
Uomo di grande solidarietà, aiutò migliaia di ebrei nella Seconda Guerra Mondiale, ponendosi sempre in prima linea e rischiando la propria vita per la loro difesa. Come molte altre persone stette nel silenzio per quasi tutta la sua vita, ma alla fine la sua grande storia venne divulgata.

Nato a Como nel 1910, combatté nella guerra d’Etiopia e nella guerra civile in Spagna per l’esercito fascista, prima di allontanarsi dall’ideologia del partito in seguito alla promulgazione delle leggi raziali.
Nel 1942 si trovò a lavorare a Budapest, in Ungheria, e quando l’Italia firmò l’armistizio con gli Alleati si rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana di Mussolini. Arrestato e internato, riuscì a fuggire e, grazie alla guerra combattuta in Spagna, trovò rifugio nell’ambasciata spagnola, che gli fornì copertura e documenti falsi a nome di “Jorge Perlasca”. Insieme all’ambasciatore fu impegnato nel tentativo di salvare gli ebrei di Budapest, ospitandoli in case protette. Dal novembre 1944, quando l’ambasciatore spagnolo decise di lasciare l’Ungheria, Perlasca si trovò a gestire la sopravvivenza di migliaia di ebrei. Fingendosi lui stesso ambasciatore, rilasciò migliaia di finti salvacondotti per conferire la cittadinanza spagnola agli ebrei, arrivando a strappare dalle mani dei nazisti i deportati nelle stazioni ferroviarie. Grazie alle sue azioni, oltre 8000 ebrei furono salvati dalla deportazione.
Perlasca dovette abbandonare il suo ruolo di diplomatico spagnolo quando l’Armata Rossa entrò a Budapest.

Il suo nome nel memoriale dei Giusti tra le nazioni nel parco Raoul Wallenberg di Budapest

Per tornare in Italia dovette poi passare per tutto l’est Europa, aspettando poi in Turchia una nave diretta verso la nostra Penisola. Tornato in Italia scrisse un memoriale sulle attività svolte, che inviò anche al governo spagnolo e italiano. Non raccontò la propria storia nemmeno alla propria famiglia, rivelandogli l’esistenza del memoriale solo davanti a un ictus. Dopo essersi ripreso, però, lo custodì nuovamente, fino a quando alcune donne ungheresi rintracciarono finalmente Perlasca, e divulgarono la sua coraggiosa storia.

La sua grande solidarietà è un esempio di come sia possibile fare delle scelte alternative anche nelle situazioni peggiori, aiutando migliaia di persone mettendosi in prima linea per la loro difesa.
La Giornata della Memoria è stata istituita per commemorare le vittime della Shoah e per dare un monito alle generazioni future sui crimini che è capace di commettere l’essere umano, in modo che tragedie come queste non si ripetino ancora.


In occasione della Giornata vi invito a partecipare al progetto “Sopravvissuti”, lunedì 27 Gennaio al teatro Palladio di Fontaniva; dove, in collaborazione con i ragazzi di Opificio Bresci, verranno portate alla memoria alcune testimonianze di deportati nei campi di concentramento nazisti.